Eccoci! Siamo arrivate, scendiamo dall’aereo e ci ritroviamo immerse nel mondo haitiano, che caldo! Sono le 10 e ci saranno 30 gradi. Usciamo e aspettiamo che Padre Giuseppe ci venga a prendere. Passa mezz’ora e almeno 10 haitiani ci propongono di prendere il loro taxi, ma noi aspettiamo. Arriva Padre Giuseppe con un haitiano che ci accompagnerà alla missione di Croix de Boquests, il Padre invece ci raggiungerà a pranzo.

Attraversiamo la città. Caotica: Tap Tap, Scuolabus americani adattati a bus, macchine, motorini; senza regole percorrono le strade di Port au Prince costeggiate da tantissime persone che camminano, parlano e vendono oggetti in bancarelle improvvisate. Vivono. 

Arriviamo alla Missione Scalabriniani a Croix de Boquets, ci sistemiamo nelle “case vietnamite”, un’ edificio prefabbricato realizzato in lamiera. Pranziamo e facciamo conoscenza degli altri volontari presenti nella Missione, che fatica ricordare tutti i nomi, italiani, francesi, haitiani, tutti con le loro storie da ascoltare. Padre Giuseppe ci invita ad andare con lui a visitare i dintorni. Mura. Dentro queste mura mille mondi, mille storie.

I villaggi (costruiti dalla fondazione FHRD di cui è membro Padre Giuseppe) sperimentazioni di tipologie costruttive, formali e di vita di chi è un visionario e vede le mille possibilità nella povertà. Villaggio Scalabriniani, Villaggio Montebelluna, Villaggio Pim. E poi il centro comunitario Kay Beniamino, scuola la mattina e centro di aggregazione il pomeriggio.

Volontari, bambini, ragazzi, risate, partite di pallone, incontri, scambi, attività, questo si respira in questo luogo. Tra il villaggio poi si nasconde una casa speciale. La casa Papa Giovanni XXIII, qui vivono 7 volontari, ma non ci vivono solo, di giorno questa casa si trasforma in un posto magico, dove i bambini e le persone del quartiere vengono, liberamente, senza invito, e passano il loro tempo chi a giocare, chi a imparare chi a stare. Tra i villaggi spunta poi un edificio di legno, ma è la scuola di Milesi!! (Scuola Papa Giovanni XXIII). Grande fresca, ventilata. Il luogo perfetto per il nostro programma di formazione e divulgazione. E’ nata per questo e non riesce a partire, noi potremmo cominciare.

Dopo aver preso confidenza con il luogo cominciamo a pensare come il nostro progetto si possa inserire in questo contesto. Il cineforum, beh il centro comunitario sarebbe perfetto e poi il sabato fanno vedere dei film. Parliamo con Valentina (la referente del centro) è lei è d’accordo. Bene. Ora non ci rimane che dettagliare il programma e poi si parte. In tutti questi incontri e scambi Padre Giuseppe ci propone di lavorare sul villaggio Pim (casette progettate da Milesi) Struttura in legno con tamponamenti al piano terra in blocchetti e piano superiore in legno. Acconsentiamo, sarà un bel modo per introdurre la paglia in questo contesto. Dobbiamo pensare alla pressa! Utilizziamo quella nuova o quella del progetto di Bocozelle (2014)?

Decidiamo di far partire la realizzazione della nuova pressa presso la Scuola Salesiana Enam-Lakay a Port au Prince. Ma nel frattempo vogliamo accertarci dello stato della pressa di Bocozelle (2014) e dello stoccaggio della paglia che si trova a Bocozelle nella regione dell’Artibonite.

Veronica e Veronica

Diario di Bordo – 29 nov. 2016