E’ Venerdì la sveglia è presto, alle 5 e mezza si parte per Saint Marc, ci aspettano a Bocozelle per parlare della paglia, e dopo abbiamo l’incontro con Mamidà. Ci mettiamo in macchina, e partiamo. Arrivate fuori città ci rendiamo conto che la macchina ha dei problemi. Chiamiamo Padre Giuseppe che ci dice di tornare indietro, farà vedere la macchina ad un meccanico. Ma ad Haiti le cose non sono così semplici. Sulla strada del ritorno incontriamo una manifestazione che ci obbliga a cambiare strada, alle 8 e mezza siamo a Croix de Boquets. E’ troppo tardi per ripartire, rimandiamo l’incontro.  

Un’po’ demoralizzate riprogrammiamo le nostre attività. E’ meglio aspettare che passi il caos post elezioni prima di muoverci. A tirarci su il morale ci aspetta una grigliata organizzata alla missione, un po’ di chiacchiere e risate ci ricaricano. 

Il lunedì decidiamo di accompagnare un ragazzo francese Thibaud, (che si occupa di gestire i cantieri della missione) e un ingegnere haitiano che lavora con lui, Phanor, a Corail, un’ accampamento post terremoto che si sta trasformando in un villaggio, qui gli Scalabriniani hanno realizzato una scuola e vogliono costruire una cucina comunitaria. 

Il giorno successivo decidiamo di andare nel villaggio Scalabriniani per fare il rilievo della nostra area di progetto. Arriviamo e chiediamo se possiamo entrare, ci dicono di sì! Il villaggio è molto bello al centro un cortile fiorito con un piccolo parco giochi per bambini, circondato da case a due piani colorate, da dove le persone ci guardano incuriosite. Arriviamo vicino alla nostra area di progetto, e una signora Kaytlin sta curando il suo giardino, la salutiamo e parliamo un po’ con lei, che orgogliosa ci mostra le sue piante. Per il rilievo invece ci rendiamo conto che è prima necessario pulire l’area, ora c’è un bosco che ci impedisce di prendere le misure.

Nei giorni successivi approfittiamo di Phanor e Thibaud per andare in città a controllare i prezzi dei materiali. Giriamo sei negozi di materiali edili chiedendo dei preventivi, e con qualche difficoltà (a volte le scritte erano troppo piccole, altre volte erano troppo lunghe,… ), riusciamo a farci un’idea del costo dei nostri materiali.  Passiamo anche da Fokal (centro culturale), dove dopo i primi sguardi un po’ incuriositi, alla quale ci dobbiamo ancora abituare, un bibliotecario si rende molto disponibile a rispondere alle nostre domande.  E infine ci dirigiamo all’Istituto Francese, curiosiamo un’po’ e poi torniamo a casa.

La settimana si conclude con il Venerdì Pizza! Tutti i volontari si riuniscono e insieme ceniamo con teglie di pizza fatta in casa.

Veronica e Veronica

Diario di Bordo – 2 dic. 2016