Gennaio è arrivato, sono passate queste strane vacanze natalizie sotto il sole dei caraibi. E noi ci rimettiamo al lavoro per portare avanti Ekokay in questo paese pieno di contraddizioni.

Cominciamo con la pressa, vogliamo iniziare la sua realizzazione il prima possibile, così andiamo alla scuola Enam-Lakay e riusciamo dopo qualche contrattazione ad avere il contratto firmato. Non vediamo l’ora di vedere il fabbro all’opera.

Saint Marc e Mamidà, Bocozelle e Cedrique, Fefba e il magazzino sono le nostre prossime priorità. Prendiamo appuntamento con loro. Il tragitto da Port au Prince a Saint Marc, un’ora e mezza di macchina, niente di più semplice, ad Haiti diventa complicato, qualche imprevisto ci rallenta ma non demordiamo e proseguiamo. Primo appuntamento con l’ODVA (Organisme de Développement de la Vallée de l’Artibonite), insieme a Mamidà, ci presentiamo e raccontiamo il nostro progetto chiedendo la loro collaborazione. Sono entusiasti e subito si rendono disponibili ad aiutarci, abbiamo appuntamento la prossima settimana per valutare dei magazzini per lo stoccaggio della paglia. Successivamente partiamo per Bocozelle, il paesaggio è sempre stupendo, distese infinite di risaie con piccoli villaggi che costeggiano le strade e i fiumi, questa volta in piena. Con Cedrique parliamo del magazzino, del muro, dei costi e della paglia. Salutiamo e torniamo a casa con un carico di paglia nel cassone del pick-up.

E ora il Cineforum, Sabato e Domenica ci sembrano le giornate migliori. Il sabato al centro comunitario Kay Beniamino con i bambini del quartiere e la domenica con gli adulti alla scuola tecnica Papa Giovanni XXIII.

Iniziamo i preparativi, il secondo ciclo ha come tema le energie rinnovabili, difficile, ma non impossibile, Saul ci dà una mano. Prepariamo le locandine e le schede informative, guardiamo insieme i film e organizziamo le due giornate. Per i bambini pensiamo ad un’attività divertente tra la spiegazione e la visione del cartone. Alla scuola Saint Charls annunciamo l’evento, e poi diffondiamo la pubblicità tra i villaggi. Per gli adulti pensiamo ad un dibattito dopo il film, agli haitiani piace molto parlare e i dibattitti gli attirano molto.

E’ sabato, è tutto pronto, manca solo il proiettore… è chiuso in casa di un volontario che non c’è, come facciamo? dai non perdiamoci d’animo, iniziamo, portiamo due computer e quando arriva il proiettore lo attacchiamo, così facciamo, il proiettore arriva è tutto va per il meglio. Alla fine della giornata ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che ora circa cinquanta bambini conoscono le energie rinnovabili.

Arriva anche domenica, generatore per la corrente, lenzuolo per proiettare e poi si inizia. Film e dibattitto tenuto da un bravissimo Saul.

 

E’ finita anche questa settimana, quanti imprevisti, quante soluzioni, anche questo è Haiti, imparare ad arrangiarsi. Non è tutto perfetto, ma alla fine lo è .

 

 

 

 

 

 

Diario di Bordo – 17 gen. 2017