COURTYARD PLAYGROUND

Un progetto di gioco, coesione ed educazione civica, per la riqualificazione delle aree verdi del plesso scolastico Albert Sabin.

Nasce nel cuore della Torino multietnica dalla convinzione che solo seminando semi di pace, convivenza, solidarietà e sussidiarietà, potrà germogliare una società migliore, più equa e armoniosa. 

“Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare” Bruno Munari

Luogo di realizzazione del progetto: Corso Vercelli 157, Torino, Italia

Durata del progetto: 12 mesi.

Partenariato: E’ stato firmato un protocollo di intesa con la Direzione Didattica “A.Sabin” di Torino; è stato richiesto il Patrocinio al progetto alla Città di Torino.

Partner:

– Plesso scolastico Albert Sabin

– ANGI, nuova generazione italo – cinese

– Associazione culturale ArtEnfant

Contesto: La direzione didattica Albert Sabin di Torino si trova nel quartiere Barriera di Milano, in una delle circoscrizioni, la 6a, con il maggior numero di presenze straniere e da sempre luogo di immigrazione. Un luogo dove stare e poi, potendo, fuggire: condizione che porta difficoltà di coesione, microcriminalità, un luogo senza identità, dove il bene comune non riesce ad essere utilizzato e per questo apprezzato. Attualmente la Circoscrizione 6 è al centro di un progetto – Urban Barriera – finanziato dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Comunità Europea, un programma di sviluppo urbano che si avvale ed è sostenuto anche dal lavoro di molte associazioni e organizzazioni attive sul territorio. Il plesso scolastico Albert Sabin comprende le scuole materne, primarie e medie, due grandi palestre ed un edificio dedicato alle attività di quartiere con biblioteca, teatro/auditorium e centro d’incontro. Gli edifici, costruiti a cavallo tra gli anni 70 e 80, sono circondati da ampi spazi verdi, giardini e piazzali destinati alle attività all’aperto. È frequentato da circa 800 bambini, di questi quasi l’80% arriva da stati extracomunitari. Spesso le classi sono divise in gruppi, rumeni e albanesi, cinesi e africani, gli italiani sono la minoranza. Le condizioni sociali di chi utilizza il plesso sono spesso difficili e i servizi sociali seguono parte delle famiglie che vivono in condizioni di grande precarietà.

Bisogni rilevati: La grande diversità di culture, l’arrivo continuo di scolari in periodi non concomitanti con l’inizio dell’anno scolastico, sono le principali difficoltà che incontrano gli alunni che iniziano il loro percorso scolastico. Il disagio provocato dalla non appartenenza, dall’abbandono del luogo di nascita, dall’essere inseriti in ambienti altri, può segnare fratture e incomprensioni che trovano difficilmente una risposta. Per quanto il personale scolastico, così come la direzione didattica, cerchi di trovare continuamente nuovi stimoli per superare queste gravi mancanze, non sempre il lavoro è fattibile, sia per le difficoltà economiche, sia per la carenza di personale. Un’altra difficoltà è data dalla lingua, molti bambini arrivano a scuola senza sapere l’italiano e senza conoscere nulla del paese che li ospita. Il gioco all’aria aperta, fondamentale per la crescita e l’incontro dei bambini non è possibile: le aree esterne non vengono utilizzate perché inadatte, non protette ed in cattivo stato di manutenzione.

Obiettivi:

  • Promuovere l’integrazione sociale e la coesistenza tra le diverse culture;
  • Educare alla conoscenza della cultura dell’altro;
  • Dare voce alle minoranze e trasmettere i principi di convivenza e sussistenza reciproca;
  • Favorire l’aggregazione;
  • Restituire agli studenti spazi e luoghi aperti fruibili, sicuri, piacevoli, adatti all’incontro e al gioco, in cui si possano identificare.

Visione: L’incontro e lo scambio sono al centro del nostro progetto; l’interdisciplinarietà come motore che, attraverso l’introduzione di discipline diverse, diventa principio unificante. Gli elementi che confluiscono nel progetto sono il gioco e il cibo, sia elementi primi nella vita e nella crescita del bambino che trait-d’union tra le diverse culture facendo interagire anche i genitori, dando loro la possibilità di portare una parte del loro sapere all’interno della comunità scuola. Il gioco come principale strumento per imparare le regole, per avvicinare all’amicizia, alla convivenza e alla solidarietà lasciando grande spazio al divertimento. Il cibo come racconto delle usanze dei diversi gruppi attraverso lo studio della coltura e l’uso dei prodotti coltivati.

Beneficiari del progetto: I beneficiari diretti sono i bambini della scuola primaria facenti parte del plesso scolastico Albert Sabin, il corpo docente ed il personale dipendente, le famiglie dei bambini; beneficiaria indiretta del progetto è la comunità del quartiere (108.291 residenti nella circoscrizione 6 al 31 dicembre 2013).

Proposta: L’oggetto della richiesta è dare la possibilità alla scuola di riutilizzare gli spazi all’aperto dando loro un ordine e ristabilendo dei percorsi. L’idea vuole unire le gravi difficoltà di integrazione tra i bambini – maestri – genitori, inserendo all’interno di spazi esistenti e mal utilizzati (o non utilizzati del tutto) dei contenitori di cultura.

Questo percorso verrà realizzato attraverso laboratori inerenti a:

  • Il cibo: L’orto collettivo come laboratorio sperimentale di forme di coltivazione tradizionale e alternativa, come luogo di incontro e convivialità, non solo per chi partecipa direttamente al progetto ma per tutti gli abitanti. Gli orti realizzati sono pensati come luoghi aperti, con il cibo come elemento di identità culturale nel processo di integrazione, un nuovo approccio che, partendo dalla materia prima, arriva alla scoperta e alla condivisione del prodotto trasformato nelle varie declinazioni nutrizionali, geografiche, culturali. L’agricoltura, intesa come coltivazione di spazi e di idee non sarà quindi il fine bensì il mezzo per declinare il concetto cibo. I fruitori del progetto potranno seguire tutto l’iter di crescita dell’orto dando spunti e idee, mettendo in pratica saperi della propria cultura, utilizzando semi di piante tipiche, scambiando ricette e imparando i metodi per una buona coltivazione che si basi su principi di sostenibilità e rispetto del territorio.
  • Il gioco: spazi dove l’arte di divertirsi diventa il motore trainante per sviluppare la creatività. La pratica di attività artistiche aiuta le abilità comunicative e lo sviluppo fisico-cognitivo-emotivo durante l’infanzia. Il gioco come il cibo sono potenziali elementi unificanti e di scambio sia culturale che di conoscenza. Un modo per superare le difficoltà dovute alle differenze linguistiche utilizzando altre forme di comunicazione, predisponendo spazi adatti al gioco e all’alimentazione attraverso la partecipazione attiva dei beneficiari e introducendo concetti dedicati all’arte intesa come veicolo di cultura.

La scuola diventa quindi il luogo ideale per cominciare un percorso di educazione civica ed alimentare che coinvolga le intere famiglie aiutandole, attraverso un percorso ludico-didattico-alimentare, a conoscersi e ad interagire.

Attivita’:

  • Laboratori di studio e ricerca per la riqualificazione partecipata da svolgersi con i bambini, i genitori, il corpo insegnanti, le associazioni che collaborano con la scuola e le associazioni che sono state identificate come utili al processo di avvicinamento all’arte, al gioco e all’alimentazione.
  • Analisi dei risultati.
  • Individuazione degli spazi interni dove inserire le aree laboratorio e svago.
  • Individuazione degli spazi esterni dove inserire le aree gioco e orto.
  • Laboratori didattici sul cibo.
  • Laboratori didattici per la realizzazione degli orti.
  • Laboratori didattici di arte.
  • Laboratori didattici di gioco.
  • Laboratorio per la realizzazione di libro di ricette.
  • Laboratorio per la realizzazione di libro dei giochi.
  • “Scambio” di giochi.
  • Ricerca sulle realizzazioni a livello internazionale di progetti di aree esterne dedicate all’incontro e al gioco.
  • Concorso fotografico sul tema degli spazi all’aperto dedicati all’incontro e al gioco.
  • Restituzione video dei risultati e delle fasi di attività di progetto.
  • Presentazione al quartiere ed alla comunità dei libri di ricette e dei giochi.

Risultati: I risultati perseguiti dal progetto sono risposte concrete ai bisogni rilevati e perdurano alla conclusione delle attività di progetto.

  • Promuovere nuove forme di aggregazione non solo per i più piccoli ma anche per i grandi, cercando di fare interloquire generazioni che spesso fanno fatica a comunicare tra loro.
  • Sensibilizzare sui temi della sostenibilità, dell’ambiente e del riciclo.
  • Ritrovare dei punti di riferimento che possano aiutare nell’integrazione.

Le dinamiche innescate dal progetto si propongono, a lungo termine, di formare una comunità integrata e coesa, attenta alla sostenibilità ed ai beni comuni. In conclusione si tratta di un progetto per coltivare le relazioni, coltivare le differenze, coltivare le abilità, coltivare l’ecosistema della città.

Passi successivi: Il presente progetto intende fornire risposte esaustive al suo compimento. Allo stesso tempo costituisce il punto di partenza per la fase successiva di riqualificazione delle aree esterne. I laboratori didattici permetteranno di raccogliere esigenze e desideri dei bambini e costituiranno a tutti gli effetti alcuni passi di una progettazione partecipata. Le attività di ricerca sulle best-practices a livello internazionale nella realizzazione di spazi all’aperto destinati ai bambini ed ai ragazzi (come i Jardins Collectifs, utilizzati come strumento di empowerment sociale, animazione territoriale, sovranità alimentare; i playscapes, dove il disegno del paesaggio incontra il gioco) informeranno la progettazione delle aree esterne. Mettere i ragazzi nella situazione di studiare in un ambiente accogliente e divertente, fornito di servizi utili al buon funzionamento della struttura è per noi un passo fondamentale per introdurli a un’idea di comunità. Una comunità che ti accolga, che ti protegga, che ti conosca e della quale essere fieri di farne parte; e che nasce dalla scuola.